Data: marzo 2026 Oggetto: l’ennesimo “aggiornamento dati” che ti costa 2.136 € + IVA se caschi
Se hai ricevuto una email con mittente tipo info@registrodatiimprese.it o servizi@registroimpresedati.it, allegato PDF con i tuoi dati aziendali precompilati, scadenza ravvicinata (es. 13.03.2026) e la dicitura “89 euro al mese IVA esclusa per due anni”, sei di fronte all’ennesima proposta commerciale ingannevole mascherata da obbligo.
Chi c’è dietro? NovoAd Marketing SL – una società spagnola con sede ad Alicante (Av. Maisonnave 41-3, 03003 Alicante). Non ha nessun legame con la Camera di Commercio, il Registro Imprese ufficiale, il Ministero delle Imprese, Unioncamere o simili. È un’iniziativa privata che lucra sulla confusione.
Come funziona la truffa (classica da oltre 10 anni):
- Ti mandano una mail/lettera con i tuoi dati già inseriti (presi dal Registro Imprese pubblico, quindi sembrano ufficiali).
- Ti chiedono di “controllare”, “confermare”, “correggere” e rinviare firmato entro pochi giorni.
- Nel PDF, in piccolo, spunta il contratto vincolante: 89 €/mese per 24 mesi = 2.136 € + IVA (circa 2.600 € totali).
- Se firmi (anche solo digitalmente o con timbro/firma), scatta l’abbonamento automatico.
- Dopo qualche mese arrivano solleciti, fatture, minacce di agenzie di recupero crediti o studi legali (spesso anch’essi stranieri). Molti pagano per paura.
È obbligatorio? NO.
- Non esiste nessun obbligo di legge di iscriversi a registrodatiimprese.it.
- Il vero Registro Imprese è solo su registroimprese.it (gestito dalle Camere di Commercio).
- Il sito registrodatiimprese.it è un semplice elenco privato, con visibilità bassissima (praticamente nessuno lo usa per cercare aziende). Molte Camere di Commercio (Treviso-Belluno, Vicenza, Nuoro, Sud Est Sicilia e altre) hanno pubblicato avvisi specifici contro questa pratica, definendola ingannevole.
Cosa fare subito (non perdere tempo):
- Non firmare nulla, né a mano né digitalmente.
- Non rispedire il PDF.
- Non pagare nemmeno 1 euro (nemmeno per “verifica dati”).
- Ignora le email successive o mettile nello spam.
- Se insistono con solleciti/PEC/minacce → rispondi con una raccomandata A/R o PEC dicendo testualmente:”Con la presente revoco e contesto qualsiasi eventuale consenso o contratto non espressamente voluto. Non sussiste alcun rapporto contrattuale con NovoAd Marketing SL / registrodatiimprese.it. Diffido dal proseguire in ulteriori richieste di pagamento e mi riservo di segnalare alla Polizia Postale e all’AGCM.”
- Segnala comunque:
- Polizia Postale (online su commissariatodips.it)
- AGCM – Autorità Garante Concorrenza e Mercato (anche via PEC: protocollo.agcm@pec.agcm.it)
- La tua Camera di Commercio o Confcommercio/Confartigianato locale
In sintesi (da stampare e attaccare in ufficio): “La mail del Registro Dati Imprese con 89 €/mese × 2 anni è una truffa commerciale spagnola. Non è la Camera di Commercio. Non firmare. Non pagare. Punto.”
Se hai già firmato per sbaglio o ti stanno già mandando solleciti, scrivimi pure i dettagli (senza dati sensibili): in molti casi si riesce a contestare con successo prima che arrivi l’agenzia di recupero.
Buona resistenza ai citrulli 2026! 💪

Buongiorno,
convinta che fosse un aggiornamento della Registro Imprese abbiamo reinviato il modulo firmato
E’ arrivata fattura da Alicante in data 27/03/2026
E’ possibile esercitare il Diritto di Recesso o di Ripensamento entro i 15 giorni?
Grazie
Sì, ti do un consiglio pratico e concreto su come provare a uscire dal contratto della truffa “Registro Imprese” (o “Registro Dati Imprese”, “EU Business Register” ecc.). È una pratica commerciale scorretta molto diffusa: moduli che sembrano ufficiali della Camera di Commercio ma sono di società private che ti fanno firmare per un servizio inutile (pubblicazione dati, rinnovo iscrizione ecc.).
Importante: non sono un avvocato e questo non è un parere legale personalizzato. Segui questi passi il prima possibile (meglio entro pochi giorni dalla firma), ma ti consiglio vivamente di farti aiutare da un’associazione consumatori o un legale specializzato (molte associazioni lo fanno gratis o a basso costo).
1. Non pagare assolutamente niente
Ignora bollettini, fatture o solleciti.
Se hai già pagato con carta o bonifico, contatta subito la banca per eventuale chargeback (reclamo) spiegando la truffa.
2. Invia subito una comunicazione formale di recesso / contestazione
Modalità: usa PEC (se ce l’hai) o raccomandata A/R (con ricevuta di ritorno). È la prova più forte.
Cosa scrivere (modello semplice):
Oggetto: “Esercizio diritto di recesso / Contestazione contratto n. [numero] del [data] – Pratica commerciale scorretta”
Dichiara che recedi dal contratto per:
Pratiche commerciali ingannevoli (art. 20-21 Codice del Consumo o art. 2598 c.c. concorrenza sleale).
Vizio del consenso (errore o dolo – hai firmato credendo fosse un adempimento obbligatorio della Camera di Commercio).
Mancata o incompleta informazione sul diritto di recesso (in questo caso il termine si allunga a 12 mesi + 14 giorni dall’invio del modulo, anche per molte ditte individuali).
Chiedi l’annullamento immediato del contratto, la cancellazione di ogni addebito e la restituzione di eventuali somme già pagate.
Allega: copia del contratto/modulo firmato, email/lettera ricevuta, tuoi dati, partita IVA ecc.
Invia una copia anche alla tua Camera di Commercio (per conoscenza).
Se sei ditta individuale o hai agito come consumatore, hai più tutele (14 giorni standard, o estesi). Se sei società di capitali, il Codice del Consumo non si applica direttamente, ma la natura ingannevole del contratto rende comunque possibile l’annullamento in sede civile.
3. Fai la segnalazione all’AGCM (obbligatoria e utile)
Vai su → https://www.agcm.it/servizi/segnala-on-line
Segnala la pratica ingannevole. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato spesso apre procedimenti contro queste società.
La pronuncia dell’AGCM ti serve dopo per far invalidare il contratto in tribunale o davanti al giudice di pace (molte Camere di Commercio lo indicano espressamente).
4. Contatta subito un’associazione consumatori
Queste associazioni gestiscono centinaia di casi identici e spesso ottengono l’annullamento gratis o con poche spese:
Noiconsumatori o Consumatori24 (citati spesso per questa truffa specifica)
Altroconsumo
Adiconsum, Codacons, Confconsumatori o la tua associazione di categoria (Confcommercio, CNA, Confartigianato ecc.)
Molte Camere di Commercio hanno sportelli di tutela imprese.
5. Se insistono o ti minacciano
Non rispondere al telefono.
Conserva tutto (email, registrazioni, solleciti).
Puoi sporgere denuncia-querela per truffa o pratiche commerciali ingannevoli in Carabinieri/Polizia Postale (è utile come prova).
Se ti citano in giudizio, presenta subito la tua contestazione + la segnalazione AGCM: nella stragrande maggioranza dei casi queste società mollano o perdono.
Tempistica: più tempo passa, più è complicato. Se il contratto è stato firmato da pochi giorni/settimane, hai ottime chance. Anche dopo mesi, la natura truffaldina permette spesso di contestarlo.
Buonasera .
Purtroppo ci sono cascata ed ho rinviato il pdf … ieri mi hanno inviato la fattura … come posso fare per non pagare ?
Sì, ti do un consiglio pratico e concreto su come provare a uscire dal contratto della truffa “Registro Imprese” (o “Registro Dati Imprese”, “EU Business Register” ecc.). È una pratica commerciale scorretta molto diffusa: moduli che sembrano ufficiali della Camera di Commercio ma sono di società private che ti fanno firmare per un servizio inutile (pubblicazione dati, rinnovo iscrizione ecc.).
Importante: non sono un avvocato e questo non è un parere legale personalizzato. Segui questi passi il prima possibile (meglio entro pochi giorni dalla firma), ma ti consiglio vivamente di farti aiutare da un’associazione consumatori o un legale specializzato (molte associazioni lo fanno gratis o a basso costo).
1. Non pagare assolutamente niente
Ignora bollettini, fatture o solleciti.
Se hai già pagato con carta o bonifico, contatta subito la banca per eventuale chargeback (reclamo) spiegando la truffa.
2. Invia subito una comunicazione formale di recesso / contestazione
Modalità: usa PEC (se ce l’hai) o raccomandata A/R (con ricevuta di ritorno). È la prova più forte.
Cosa scrivere (modello semplice):
Oggetto: “Esercizio diritto di recesso / Contestazione contratto n. [numero] del [data] – Pratica commerciale scorretta”
Dichiara che recedi dal contratto per:
Pratiche commerciali ingannevoli (art. 20-21 Codice del Consumo o art. 2598 c.c. concorrenza sleale).
Vizio del consenso (errore o dolo – hai firmato credendo fosse un adempimento obbligatorio della Camera di Commercio).
Mancata o incompleta informazione sul diritto di recesso (in questo caso il termine si allunga a 12 mesi + 14 giorni dall’invio del modulo, anche per molte ditte individuali).
Chiedi l’annullamento immediato del contratto, la cancellazione di ogni addebito e la restituzione di eventuali somme già pagate.
Allega: copia del contratto/modulo firmato, email/lettera ricevuta, tuoi dati, partita IVA ecc.
Invia una copia anche alla tua Camera di Commercio (per conoscenza).
Se sei ditta individuale o hai agito come consumatore, hai più tutele (14 giorni standard, o estesi). Se sei società di capitali, il Codice del Consumo non si applica direttamente, ma la natura ingannevole del contratto rende comunque possibile l’annullamento in sede civile.
3. Fai la segnalazione all’AGCM (obbligatoria e utile)
Vai su → https://www.agcm.it/servizi/segnala-on-line
Segnala la pratica ingannevole. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato spesso apre procedimenti contro queste società.
La pronuncia dell’AGCM ti serve dopo per far invalidare il contratto in tribunale o davanti al giudice di pace (molte Camere di Commercio lo indicano espressamente).
4. Contatta subito un’associazione consumatori
Queste associazioni gestiscono centinaia di casi identici e spesso ottengono l’annullamento gratis o con poche spese:
Noiconsumatori o Consumatori24 (citati spesso per questa truffa specifica)
Altroconsumo
Adiconsum, Codacons, Confconsumatori o la tua associazione di categoria (Confcommercio, CNA, Confartigianato ecc.)
Molte Camere di Commercio hanno sportelli di tutela imprese.
5. Se insistono o ti minacciano
Non rispondere al telefono.
Conserva tutto (email, registrazioni, solleciti).
Puoi sporgere denuncia-querela per truffa o pratiche commerciali ingannevoli in Carabinieri/Polizia Postale (è utile come prova).
Se ti citano in giudizio, presenta subito la tua contestazione + la segnalazione AGCM: nella stragrande maggioranza dei casi queste società mollano o perdono.
Tempistica: più tempo passa, più è complicato. Se il contratto è stato firmato da pochi giorni/settimane, hai ottime chance. Anche dopo mesi, la natura truffaldina permette spesso di contestarlo.
anche a me è arrivata la mail ma non ho inviato nulla , solo che mi è arrivata una lettera di sollecito pagamento ho provato a mandare la pec, ma non è specificata quindi dovrò inviare una raccomandata
personale consiglio… ignorare
Buongiorno,
Purtroppo Gennaio 2026 abbiamo firmato il contratto. Rendendoci successivamente conto del raggiro abbiamo ignorato i successivi solleciti e la fattura datata 13/02/2026, fidando sul fatto che la cosa non avesse poi un seguito.
Ora riceviamo la lettera di un ufficio legale per messa in mora della pratica.
Che cosa ci consiglia? È possibile che ci siano effettivamente conseguenze legali?
Attendo un suo gentile riscontro in merito
Grazie per il supporto.
TECMA SERVICE
Renato Lai
Gentile Renato,
grazie per aver condiviso la sua esperienza. La situazione che descrive è purtroppo molto comune e riguarda uno schema truffaldino ben documentato, noto come la “truffa del registro aziende” o “directory aziendali”.
Come funziona lo schema
Queste società inviano moduli precompilati con i dati della sua azienda (estratti da registri pubblici come il Registro Imprese CCIAA), mascherati da “aggiornamento dati” o “conferma iscrizione”. Il contratto è nascosto nel testo in caratteri piccoli o formulato in modo da sembrare un semplice aggiornamento gratuito. Chi firma in buona fede si ritrova vincolato a un abbonamento annuale dal costo sproporzionato (spesso 800–1.500 €/anno) per un servizio di nessun valore commerciale.
Sul valore legale della lettera di messa in mora
La prima distinzione da fare — che lei giustamente segnala come incerta — è come è stata recapitata:
Se è una lettera ordinaria (busta normale):
Non ha valore legale formale
È una tattica intimidatoria standard di questi operatori
Può essere ignorata senza conseguenze dirette
Non interrompe la prescrizione
Se è una raccomandata A/R:
Ha valore legale come atto di costituzione in mora
Interrompe i termini di prescrizione
Va conservata con la busta (la data del timbro postale è rilevante)
Richiede una risposta formale entro tempi ragionevoli
Cosa le consiglio concretamente
Non paghi — il pagamento costituirebbe riconoscimento del debito e renderebbe molto più difficile contestare il contratto in seguito.
Raccolga tutta la documentazione: il contratto originale firmato, la fattura del 13/02/2026, tutti i solleciti ricevuti, la lettera dell’ufficio legale con la relativa busta.
Invii una lettera di contestazione formale tramite raccomandata A/R all’ufficio legale mittente, in cui dichiara che il contratto è stato sottoscritto per errore e in assenza di reale volontà negoziale, contestando la validità del contratto per dolo incidente o raggiro (art. 1439 c.c.).
Segnali il caso a:
AGCM (Autorità Garante Concorrenza e Mercato) — agcm.it — segnalazione pratica commerciale scorretta ex D.Lgs. 206/2005
Camera di Commercio della sua provincia
Polizia Postale o Guardia di Finanza — per tentativo di truffa (art. 640 c.p.)
Consulti un legale — molti avvocati gestiscono questi casi con una singola lettera di diffida dal costo contenuto (100–200 €), che nella maggior parte dei casi chiude definitivamente la questione.
È possibile che ci siano effettivamente conseguenze legali?
La risposta onesta è: raramente sì, quasi sempre no — ma dipende da alcuni fattori.
Questi operatori contano sul fatto che la maggior parte delle aziende paghi pur di evitare il fastidio. Portare la questione in tribunale costerebbe loro più di quanto potrebbero recuperare, specialmente se il contratto è contestabile. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi, procedono con un decreto ingiuntivo (procedura semplificata che non richiede udienza). Se questo accadesse, avrebbe 40 giorni per opporsi — e con la documentazione giusta l’opposizione ha ottime probabilità di successo.
Il rischio aumenta se la lettera è arrivata per raccomandata e non viene risposta: il silenzio potrebbe essere interpretato come acquiescenza.
In sintesi: non ignori ulteriormente la situazione, ma risponda in modo formale e documentato. Con una lettera di contestazione ben redatta, le probabilità che la vicenda si chiuda senza conseguenze economiche sono molto alte.