False sponsorizzazioni su Facebook: come riconoscere i siti truffa che promettono prezzi irrealistici

Negli ultimi anni stanno aumentando in maniera preoccupante le sponsorizzazioni truffaldine su Facebook e Instagram: annunci pubblicitari che mostrano prodotti di marca a prezzi bassissimi, spesso anche al 10% del valore reale. Si tratta di vere e proprie esche che mirano a catturare l’attenzione dell’utente, spingerlo all’acquisto e sottrargli dati sensibili o denaro.

Un esempio ricorrente è la promozione di siti con nomi poco noti o ambigui, come hyperixxx.com (e molti altri simili, che cambiano dominio frequentemente per sfuggire ai controlli).


Come funzionano queste false sponsorizzazioni

  1. Annuncio sponsorizzato – Il truffatore paga Facebook per promuovere un post, rendendolo visibile a migliaia di persone. Le inserzioni sono curate, con immagini prese da siti ufficiali e testi accattivanti.
  2. Prezzo irrealistico – Vengono proposti prodotti di brand noti (scarpe, elettronica, borse) a prezzi del tutto fuori mercato, anche al 90% di sconto.
  3. Sito clone o improvvisato – Il link porta a un sito che imita e-commerce legittimi, ma in realtà dietro non c’è alcuna azienda reale.
  4. Acquisto e truffa – Chi inserisce i dati di pagamento rischia di:
    • non ricevere nulla,
    • ricevere un prodotto contraffatto,
    • vedersi clonare la carta o usare i propri dati per ulteriori frodi.

Come riconoscere un sito truffa

Ecco alcuni segnali evidenti che dovrebbero far scattare l’allarme:

  • Prezzi troppo bassi: se un prodotto da 300 € viene venduto a 30 €, non è un affare, ma quasi sicuramente una truffa.
  • Mancanza di riferimenti aziendali: siti seri riportano sempre ragione sociale, sede legale, partita IVA e contatti verificabili. Se non c’è nulla o se i dati sembrano inventati, è un campanello d’allarme.
  • Assenza di recapiti reali: niente numero di telefono, indirizzo fisico o assistenza clienti. Spesso è presente solo un form anonimo di contatto.
  • Dominio sospetto: nomi strani, con estensioni insolite (.xyz, .top, .store) o appena registrati. Controllando il dominio su servizi WHOIS, spesso si scopre che è stato creato da pochi giorni.
  • Traduzioni automatiche: testi mal scritti, pieni di errori grammaticali o incoerenze linguistiche.
  • Recensioni inesistenti o negative: cercando il nome del sito su Google spesso emergono subito segnalazioni di altri utenti truffati.

Come proteggersi

  • Diffidare delle offerte troppo belle per essere vere: un prezzo troppo basso è il primo segnale.
  • Verificare sempre la partita IVA e i dati aziendali: basta una rapida ricerca su portali ufficiali (come il registro imprese).
  • Pagare solo con metodi sicuri: evitare ricariche di carte prepagate o bonifici; preferire PayPal o carte virtuali usa e getta.
  • Segnalare a Facebook: ogni annuncio sospetto può essere segnalato direttamente dalla piattaforma.
  • Consultare siti di segnalazioni: esistono forum e portali che raccolgono elenchi aggiornati di e-commerce fraudolenti.

Conclusione

Le false sponsorizzazioni su Facebook sono una delle frodi online più diffuse oggi. Purtroppo sfruttano la fiducia che gli utenti hanno nei confronti della piattaforma e la velocità con cui si tende a cliccare sulle offerte.

Ricorda: un affare troppo conveniente non è quasi mai reale. Prima di inserire i dati della tua carta, prenditi due minuti per verificare la serietà del sito: può evitarti di cadere in una trappola ben congegnata.

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