Immaginate di ricevere su WhatsApp o Messenger un messaggio da uno sconosciuto che si presenta come una madre di famiglia cattolica, residente ad Assisi, che vi invita a un incontro di catechesi online gratuito. Nessuna videocamera, nessun impegno, solo un’ora di ascolto sulla pace e sul ritorno del Signore. Vi chiede solo di scegliere un orario tra quattro disponibili.
Sembra innocuo. In realtà è una truffa automatizzata a tema religioso, progettata per colpire le persone più fiduciose e per sfruttare la difficoltà psicologica di rifiutare qualcosa legato alla fede.
Questo tipo di messaggio viene segnalato su WhatsApp, Facebook Messenger e Telegram. Colpisce preferenzialmente persone anziane o con forte sensibilità religiosa. Non rispondere, non scegliere orari, bloccare e segnalare immediatamente.
Il messaggio reale: analizziamolo riga per riga
Ecco un esempio autentico di questo schema, ricevuto da un utente italiano:
Perché funziona: la psicologia dietro la truffa
Questo schema non è casuale. Sfrutta principi psicologici documentati:
| Tecnica psicologica | Come viene applicata |
|---|---|
| Leva religiosa | Rifiutare un invito «da parte di Dio» genera senso di colpa nelle persone credenti. È difficile dire no senza sentirsi in torto. |
| Identità rassicurante | «Mamma cattolica di Assisi» evoca innocenza, tradizione, valori familiari. Una figura difficile da associare a una truffa. |
| Dono personalizzato | La «preghiera speciale per te e la tua famiglia» crea un senso di debito emotivo prima ancora di aver ricevuto nulla. |
| Falsa gratuità | «Gratuito», «nessun impegno», «si ascolta soltanto» abbassano le difese. Le richieste economiche arrivano solo nelle fasi successive. |
| Urgenza temporale | «Oggi ci sarà» — l’incontro è imminente, non c’è tempo per ragionare o verificare. |
| Scelta illusoria | Proporre quattro orari crea la sensazione di essere liberi di scegliere. In realtà qualsiasi risposta è una conferma di interesse. |
Come evolve la truffa: le fasi successive
Chi risponde non entra in una catechesi. Entra in un imbuto truffaldino ben strutturato:
Lo stesso meccanismo viene usato con identità diverse: «un monaco tibetano», «una suora missionaria in Africa», «un pastore evangelico americano», «un rabbino di Gerusalemme». Cambia il costume, non la struttura.
In alcuni casi il bot finge di aver sbagliato numero («Scusa, pensavo fossi Marco!») per aprire una conversazione apparentemente casuale.
Come riconoscere questi messaggi
- Il mittente è sconosciuto e non ha mai avuto contatti con te
- Si dichiara esplicitamente o implicitamente un sistema automatico
- Usa un’identità iper-rassicurante e difficilmente verificabile
- Propone qualcosa di gratuito con urgenza temporale
- Chiede di scegliere tra opzioni — qualsiasi risposta va bene per lui
- Il tono mescola intimità personale («per te e la tua famiglia») con frasi generiche applicabili a chiunque
- Non fornisce nessun riferimento verificabile: nessun sito, nessuna parrocchia, nessun nome completo
Cosa fare e cosa non fare
| ✔ DA FARE | ✘ DA NON FARE |
|---|---|
| Bloccare immediatamente il contatto senza rispondere | Rispondere anche solo per dire «non sono interessato» |
| Segnalare come spam/truffa sulla piattaforma (WhatsApp, Messenger) | Cliccare su eventuali link presenti nel messaggio |
| Avvisare familiari anziani o meno esperti di questo schema | Iscriversi a gruppi o canali indicati nel messaggio |
| Verificare sempre l’identità di chi scrive cercando riferimenti reali | Fornire dati personali (nome, indirizzo, email) in risposta |
| Segnalare all’Ispettorato Nazionale per la Protezione degli Utenti (Polizia Postale) | Effettuare donazioni, bonifici o pagamenti di qualsiasi tipo |
WhatsApp: Apri la chat → tocca il nome del contatto → scorri in basso → «Segnala» e poi «Blocca». Il numero viene segnalato a WhatsApp senza che il mittente ne venga informato.
Facebook Messenger: Apri la conversazione → icona info (ⓘ) → «Qualcosa non va» → «Truffa» → Blocca. Puoi anche segnalare il profilo direttamente a Meta.
Una riflessione finale
Queste truffe sono particolarmente odiose perché strumentalizzano la fede — uno degli aspetti più intimi e personali della vita di molte persone. Chi le costruisce conosce bene la psicologia delle vittime e sa che il senso religioso rende difficile alzare le difese.
Ricordiamo che la vera fede non ha bisogno di bot automatici per diffondersi, non chiede dati personali e non ha fretta. Se qualcosa di spirituale è autentico, può aspettare che tu verifichi, chieda conferme e ne parli con persone di fiducia.
La regola d’oro resta sempre la stessa: uno sconosciuto che ti contatta per primo, propone qualcosa di gratuito e chiede una risposta rapida, è quasi certamente un truffatore — indipendentemente da quanto sembri gentile, religioso o innocuo.
Se hai ricevuto messaggi simili, o conosci persone — in particolare anziani — che potrebbero essere vulnerabili a questo schema, condividi questo articolo. La consapevolezza è la miglior difesa.

