Il 24 giugno 2026 la Polizia di Stato ha attivato il Portale Sanzioni Amministrative (portalesanzioniamministrative.poliziadistato.it), una piattaforma ufficiale che consente ai cittadini di consultare online i verbali notificati tramite il Servizio Notifiche Digitali SEND, gestire le pratiche e pagare le sanzioni stradali direttamente via PagoPA. L’accesso avviene esclusivamente tramite SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica).
Si tratta di un passo avanti importante nella digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Ma ogni nuovo servizio online di rilevanza pubblica — soprattutto se collegato a pagamenti e dati personali — diventa immediatamente un potenziale vettore di attacchi di phishing e social engineering. In questo articolo analizziamo i rischi concreti e forniamo una guida pratica per riconoscere i tentativi di truffa.
Cos’è e cosa fa il nuovo portale
Il portale della Polizia di Stato centralizza in un unico punto digitale tutte le operazioni legate alle violazioni del Codice della Strada accertate dalla Polizia Stradale:
- Consultazione dei verbali notificati via SEND (dal 4 ottobre 2025 in poi)
- Visualizzazione dei fotogrammi di autovelox e Tutor
- Comunicazione dei dati del conducente e disconoscimento della proprietà del veicolo
- Pagamento delle sanzioni tramite PagoPA integrato
- Monitoraggio dello stato della pratica con aggiornamenti via email
Il servizio è riservato ai verbali notificati a partire dal 4 ottobre 2025. I verbali precedenti non sono consultabili su questa piattaforma.
Perché questo portale attrae i truffatori
Dal punto di vista del criminale informatico, il nuovo portale rappresenta uno scenario ideale per costruire campagne di phishing credibili. Ecco perché:
- Alta risonanza emotiva: una multa genera immediata preoccupazione. Il destinatario è più propenso ad agire d’impulso senza verificare la fonte.
- Pagamenti reali integrati: il collegamento con PagoPA rende plausibile una richiesta di pagamento urgente via link.
- Credenziali di alto valore: il portale richiede SPID o CIE. Chi riesce a rubare queste credenziali ottiene accesso a decine di servizi della PA italiana.
- Target ampio e trasversale: praticamente tutti i guidatori italiani possono ricevere una sanzione, rendendo il pretesto universalmente spendibile.
- Novità del servizio: la scarsa familiarità degli utenti con il portale reale abbassa la soglia di riconoscimento delle versioni false.
Le tipologie di truffa più probabili
1. Email di phishing che simulano notifiche SEND
I truffatori inviano email con grafica che imita quella del Ministero dell’Interno o della Polizia di Stato, comunicando la notifica di un verbale tramite SEND. Il messaggio contiene un link a un sito clone del portale ufficiale. Inserendo le credenziali SPID su quel sito, la vittima consegna direttamente l’accesso ai servizi PA al criminale.
Segnali di allarme: mittente email con dominio diverso da poliziadistato.it o notifichedigitali.it, URL del link che non corrisponde al dominio ufficiale, richiesta di inserire credenziali direttamente nel corpo della email o su pagine non certificate.
2. SMS smishing con link a pagamento urgente
Un SMS apparentemente inviato dalla “Polizia Stradale” o da “PagoPA” informa il destinatario di una multa non pagata con scadenza imminente e sanzione raddoppiata. Il link porta a una pagina di pagamento falsa che raccoglie i dati della carta di credito o redirige verso siti di phishing bancario.
Segnali di allarme: SMS con numero non riconoscibile o che simula numeri corti istituzionali, tono urgente e minaccioso, link abbreviati (bit.ly, tinyurl) o URL con sottodomini sospetti come polizia.pagamento-multa.xyz.
3. Siti clone del portale ufficiale
Vengono registrati domini visivamente simili a quello ufficiale, ad esempio portale-sanzioni-polizia.it, sanzionipoliziastato.com o varianti con trattini e parole aggiuntive. Questi siti replicano fedelmente la grafica del portale reale e intercettano credenziali SPID o, peggio, chiedono direttamente il pagamento della multa con carta di credito su circuiti non sicuri.
Segnali di allarme: dominio diverso da poliziadistato.it, assenza del prefisso https:// con certificato valido, richiesta di dati di pagamento senza passaggio per il circuito PagoPA ufficiale.
4. Telefonate di vishing che si fingono operatori della Polizia
Un operatore che si presenta come “agente della Polizia Stradale” o “addetto al portale sanzioni” contatta la vittima telefonicamente, comunicando la presenza di una multa e guidandola passo per passo nella procedura di pagamento su un sito falso. Può anche richiedere dati personali “per verificare l’identità” prima di procedere.
Regola d’oro: la Polizia di Stato non contatta i cittadini telefonicamente per richiedere pagamenti o credenziali. Qualsiasi operazione avviene solo tramite i canali ufficiali online, autenticati con SPID o CIE.
5. Falsi assistenti “per recuperare l’accesso” sui social
Sui social network e nei gruppi Facebook o Telegram compaiono profili che si offrono di aiutare chi non riesce ad accedere al portale, richiedendo username e password SPID “per controllare il problema”. In altri casi propongono di effettuare il pagamento “per conto” della vittima, intascando la somma senza eseguire nulla.
Come difendersi: regole pratiche
| ✅ FARE | ❌ NON FARE |
|---|---|
| Accedere al portale digitando direttamente l’indirizzo ufficiale nel browser | Cliccare su link ricevuti via SMS, email o messaggi WhatsApp senza verificarli |
| Verificare sempre che l’URL sia portalesanzioniamministrative.poliziadistato.it | Inserire credenziali SPID su siti raggiungibili tramite link di terze parti |
| Controllare che il certificato SSL sia emesso a nome del Ministero dell’Interno | Pagare sanzioni tramite link ricevuti da sconosciuti o non verificati |
| Usare l’autenticazione a due fattori sull’identità digitale SPID | Condividere le credenziali SPID con chiunque, per nessun motivo |
| Segnalare eventuali email o SMS sospetti alla Polizia Postale tramite commissariatodips.it | Farsi guidare da “assistenti” trovati su social media o gruppi Telegram |
Come verificare l’autenticità di una notifica SEND
Le notifiche ufficiali tramite il Servizio Notifiche Digitali SEND arrivano sulla app IO o sulla piattaforma notifichedigitali.it. Non vengono mai inviate tramite SMS con link diretti a portali di pagamento. Se si riceve una comunicazione relativa a un verbale, il percorso corretto è sempre:
- Aprire il browser e digitare manualmente portalesanzioniamministrative.poliziadistato.it
- Autenticarsi con SPID o CIE
- Consultare la sezione “Storico dei verbali”
- Se presente, procedere al pagamento tramite il tasto PagoPA integrato nella piattaforma
Cosa fare se si è già caduti in una truffa
Se si sospetta di aver inserito le proprie credenziali SPID su un sito falso o di aver effettuato un pagamento verso un sito fraudolento, è necessario agire immediatamente:
- Cambiare immediatamente la password SPID accedendo direttamente al sito del proprio provider di identità (Poste Italiane, Aruba, InfoCert, ecc.)
- Revocare le sessioni attive sull’account SPID e sui servizi connessi
- Contattare la propria banca se sono stati forniti dati di carta di credito o sono stati effettuati pagamenti
- Sporgere denuncia alla Polizia Postale tramite il portale commissariatodips.it
- Segnalare il sito fraudolento al CERT-AGID tramite agid.gov.it
Conclusioni
Il nuovo Portale Sanzioni Amministrative della Polizia di Stato è uno strumento autentico e utile, parte di un percorso di modernizzazione della PA che va nella giusta direzione. Tuttavia, la sua esistenza sarà sfruttata dai truffatori per costruire campagne di phishing sempre più sofisticate nelle prossime settimane.
La difesa più efficace resta la consapevolezza: conoscere il funzionamento del servizio reale, accedere sempre direttamente dal browser digitando l’URL ufficiale e non fidarsi mai di link ricevuti via SMS o email relativi a pagamenti o credenziali.

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