Falsa email di Poste Italiane: la truffa del pacco in sospeso che ruba i dati della tua carta

🛡 Sicurezza Informatica Maggio 2026

Falsa email di Poste Italiane: la truffa del pacco in sospeso che ruba i dati della tua carta

Una nuova ondata di phishing si fa passare per una notifica di consegna di Poste Italiane. Grafica convincente, codice pacco realistico, importo irrisorio: tutto pensato per abbassare la guardia.

âš   ATTENZIONE: questa email è una TRUFFA

  • Poste Italiane non vi chiederĂ  mai di pagare tasse di consegna tramite email.
  • Il mittente non ha nulla a che fare con il dominio ufficiale poste.it.
  • Il link presente nel messaggio porta a un sito fasullo che ruba i dati della vostra carta di credito.

Come si presenta la truffa

Nelle ultime settimane sta circolando un’email con oggetto simile a:

“Il tuo pacco EE745897263IT è in sospeso – Importante!”

Il messaggio appare ben costruito: utilizza i colori ufficiali di Poste Italiane (giallo e blu), riporta un numero di tracciamento che sembra autentico e cita persino la partita IVA reale dell’azienda per apparire piĂą credibile.

Il testo informa il destinatario che non è stato possibile consegnare un pacco a causa di un indirizzo errato o incompleto, e che è necessario pagare una “tassa” di appena 1,27 € per sbloccare la spedizione.

💡 Perché proprio 1,27 €?

Gli importi bassissimi non sono casuali. I truffatori sanno che una cifra minima abbassa la soglia di attenzione: “non è mica una somma importante” è esattamente il pensiero che vogliono che tu abbia.

In realtà non pagherete 1,27 €. Fornirete i dati completi della vostra carta, che verranno usati per addebiti ben più consistenti.

I segnali che rivelano la truffa

Bastano pochi secondi di attenzione per smascherare questo tipo di frode:

  • Mittente sospetto: l’email proviene da indirizzi come info@thsonline.net o , completamente estranei al dominio ufficiale poste.it
  • Nessuna personalizzazione: il messaggio non contiene il vostro nome nĂ© altri dati personali, a conferma che è stato inviato in massa
  • Urgenza artificiale: il tono imperativo e la richiesta di agire «subito» sono tecniche classiche di social engineering
  • Pagamento da sito esterno: Poste Italiane non gestisce mai pagamenti tramite link in email non richieste
  • Copyright non verificabile: la dicitura «© Poste Italiane 2026» con partita IVA è aggiunta solo per sembrare autentica, ma copiare questi dati è banale

Cosa succede se si clicca sul pulsante

Cliccando su «AGGIORNA IL TUO INDIRIZZO» si viene reindirizzati a un sito clone di Poste Italiane — graficamente quasi identico all’originale — dove vi verrĂ  chiesto di inserire:

  • Nome e cognome
  • Indirizzo di residenza
  • Numero di carta di credito, data di scadenza e codice CVV
  • In alcuni casi, il codice OTP ricevuto via SMS per autorizzare pagamenti

Una volta inseriti questi dati, i criminali possono effettuare acquisti, prelievi o vendere le informazioni sul dark web. La vittima si accorge della frode solo quando controlla l’estratto conto.

Come comportarsi

✅ DA FARE ❌ DA NON FARE
  • Verificate il mittente reale prima di fare qualsiasi azione
  • Andate direttamente su poste.it digitando l’indirizzo nel browser
  • Segnalate l’email come phishing al vostro client di posta
  • Inoltrate il messaggio a: antiphishing@poste.it
  • Denunciate alla Polizia Postale su commissariatops.it
  • Se avete giĂ  inserito dati di pagamento, bloccate subito la carta
  • Non cliccate su nessun link presente nell’email
  • Non inserite mai dati della carta su pagine raggiunte via email
  • Non fornite il codice OTP a nessuno, nemmeno a chi dice di essere il supporto Poste
  • Non rispondete all’email per «verificare» se è legittima
  • Non fidatevi del logo o dei colori aziendali: si copiano in pochi minuti

Ho giĂ  cliccato. Cosa faccio ora?

Non fatevi prendere dal panico, ma agite rapidamente seguendo questi passi:

  1. Contattate immediatamente la vostra banca o l’emittente della carta per bloccarla e richiedere il rimborso delle transazioni non autorizzate.
  2. Cambiate le password di eventuali account collegati alla carta (es. PayPal, Apple Pay, Google Pay).
  3. Sporgete denuncia presso la Polizia Postale, portando con voi screenshot dell’email e della pagina visitata.
  4. Segnalate il sito fraudolento al CERT-AgID tramite il portale ufficiale cert-agid.gov.it.

Diffondete questa informazione

Questo tipo di truffa colpisce soprattutto le persone meno familiari con i meccanismi del phishing: anziani, utenti occasionali di internet, chi aspetta davvero un pacco. Condividete questo articolo con familiari e colleghi: la consapevolezza è la prima difesa.

Riferimenti ufficiali per la segnalazione

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